Lions Club Roma Augustus

La zampa del Leone oltre il muro della raccolta fondi

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La zampa del Leone oltre il muro della raccolta fondi
gennaio 03
00:34 2022

Di seguito trovate una interessante riflessione del PDG Danilo F. Guerini Rocco, sul service dei Lions e sulla raccolta fondi, la vogliamo condividere con tutti voi: i commenti sono ben accetti! 

Buon anno a tutti! (NdR)

La nostra Associazione con orgoglio ha abbattuto il muro dei 100 anni di esistenza, annata mitica, risultati epocali, che sicuramente avrebbero indotto per simbiosi molti ancora a fare di più ed ancor meglio nel servire l’umanità. Nulla faceva prevedere se non un banale film targato 2000 “anno 2022 i sopravvissuti “che uno tsunami, Covid19 avrebbe prima stravolto le nostre vite e poi sviluppato in modo esponenziale i bisogni di un’umanità, che per il vero, già non se la passava al meglio, stretta da crisi economica, egoismi personali, migrazioni e sfacelo etico.

Il baluardo che Lions Clubs International rappresenta ha tentennato, ma nonostante tutto ha dato, proprio nel rispetto del detto ‘quando il gioco si fa duro i veri duri cominciano a giocare‘, una risposta epocale con azioni di servizio di grande valenza.

Tutto ciò ci obbliga ad affrontare la differenza tra azioni di servizio, service in lingua madre, e raccolta fondi: banalmente non è detto che le due realtà possano essere una ad integrazione e/o a sostegno l’una dell’altra.

In passato non c’era riunione soci o di consiglio che non culminasse con il lancio di una raccolta fondi, magari anche senza uno specifico obbiettivo; quindi panacea, unguento miracolo, soluzione ad ogni problema si dava corso ad una raccolta fondi che spesso finiva semplicemente, con dispregio dei nostri principi, nel far mettere le mani in tasca ai soci riducendo il tutto ad una semplice divisione dove il bisogno era l’importo da dividere per il numero dei soci. Attenzione: sia ben chiaro, nulla di male, ora per allora.

Oggi i tempi sono cambiati, non abbiamo più, condivisa solo con dei cugini, l’esclusiva del sostegno ai bisognosi; il mondo brulica di associazioni, di operativa e il nostro fondo schiena di piombo con forchette d’argento deve evolversi nel giubbino dei due leoni, tra la gente, per la gente, nel quotidiano fare. Ecco allora cosa significa fare service, chiedo scusa se non userò 1000 e più slides, se non mi atteggerò come il Parroco cicchettando i presenti per lamentare gli assenti e se alla fine non avrò un PPT, ovvero un Power Point da inviare; fare service significa per prima cosa individuare i bisogni a cui fare fronte.
Inutile regale frigoriferi agli esquimesi o pensare che i bisogni del territorio possano coincidere con il Service del Presidente e/o del Governatore.

Ai bisogni individuati deve far fronte un’azione di servizio strutturata, progetta in ogni minimo dettaglio, senza la paura di usare le peculiarità e le professionalità dei Soci, ma allo stesso tempo se ne deve calcolare l’impatto e la durata nel tempo.

Troppo spesso ci si affidati alla provvidenza realtà o sogno che spesso finisce però per portare alla chiusure delle
nostre belle iniziative. Solo a questo punto, come da tempo opera la nostra Fondazione LCIF si deve essere certi della rispondenza del territorio, partenership, coinvolgimento delle istituzioni e delle realtà territoriali, così appare le mitica raccolta fondi che deve però oltre ad essere solo uno step del percorso di servizio, avere la caratteristica del coinvolgimento della Comunità come cartina tornasole del bisogno e per la certezza che magari proprio all’ambulanza acquistata nessuno faccia mai un atto vandalico perché la sente parzialmente anche sua .

Il service è il nostro presente e sicuramente sarà il nostro futuro, dobbiamo imparare a gestirlo come un
buon padre di famiglia e/o un manager gestisce e progetta la corretta vita di casa e/o i piani produttivi; la raccolta fondi se protesa alla condivisione dell’azione di servizio stessa con il coinvolgimento dei terzi è solo uno degli strumenti per la realizzazione del sostegno all’umanità.

Concludo con la speranza che la pandemia abbia portato a tutti noi, oltre all’orgoglio di essere cittadini di quel mondo virtuale che ci ha tenuto unito anche la capacità di uscire dal nostro orticello progettando Service di più ampio respiro.
WE SERVE
Danilo

1 Commento

  1. Roberto Tamburi
    Roberto Tamburi gennaio 03, 12:39

    Molti gli spunti di riflessione, ma a mio avviso si fa confusione tra cosa fare e come farlo, tra gli obiettivi da perseguire e gli strumenti per raggiungerli. Cominciamo a porci qualche domanda. A molti sembreranno banali e retoriche, ma penso che ricordare e riaffermare i valori che spingono alcuni cittadini ad organizzarsi in Lions Club sia utile e possa servire a sgombrare il campo da equivoci ed errate aspettative. Perchè esistono i Lions Club? Qui cominciano i distinguo: per tenersi occupati, per fare affari, per amicizia, per affermare il proprio ego, per frustrazione…per fare service. Ecco la parolina magica: service. Per noi italiani, notoriamente logorroici, amanti delle proprie parole e poco inclini ad ascoltare il prossimo, un semplice termine anglosassone si trasforma in aiutare il prossimo, servire la propria comunità di riferimento, dare sostegno ai bisognosi e chi più ne ha, più ne metta. Possiamo quindi affermare senza timore di essere smentiti che i Lions Club esistono per fare service, bene! Ora cominciano i dolori: come fare service? Nei decenni passati i Soci mettevano mano al proprio portafoglio e donavano l’ambulanza, un modo per lavarsi la propria coscienza e guadagnarsi qualche indulgenza, hai visto mai che servissero. Ora non è più sufficiente fare beneficienza, la società chiede di più, non si accontenta di un’associazione impersonale che elargisce fondi, vuole avere un contatto diretto con le persone che compongono un Lions Club, vuole vederli, toccarli, interagire, condividere i propri problemi e preoccupazioni. Siamo pronti ad accettare questa trasformazione culturale?
    Nell’articolo che sto commentando (leggendo quanto finora scritto mi rendo conto di far parte anch’io del club dei logorroici, perdonatemi) si mette in contrapposizione la raccolta fondi e il service. Mi sembra quanto meno fuorviante. E’ come recensire un libro parlando della carta su cui è scritto e dell’inchiostro utilizzato per redigerlo. La raccolta fondi è uno dei tanti strumenti che un Lions Club può utilizzare per attuare un service, e può estrinsecarsi in vari modi: la sponsorizzazione di un’azienda o di una fondazione, la partecipazione ad un mercatino di natale o a bandi degli enti locali e della Comunità Europea, la creazione di un’asta. Sono tutti strumenti che hanno come obiettivo quello di trovare finanziamenti da utilizzare per un service. Per essere vincenti devono avere un progetto valido a cui fare riferimento ed essere rivolti ad una vasta platea, non solo ai Soci Lions come si faceva ai bei tempi andati. Abbiamo quindi bisogno di capacità progettuale e di comunicazione.
    Concludo con un suggerimento tecnico: se non piace PowerPoint si può utilizzare anche Keynote, l’importante è il contenuto delle slide non lo strumento utilizzato per farle

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