Lions Club Roma Augustus

I Lions nel Terzo Settore

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I Lions nel Terzo Settore
aprile 29
12:30 2021

Riceviamo, dal socio Guido Stabile, e pubblichiamo, il di lui intervento al convegno sul terzo settore del 28 Febbraio 2021.

In Italia l’Associazionismo trova la sua massima tutela nella Carta Costituzionale, laddove si afferma,
all’art.18, il diritto di tutti i cittadini di associarsi liberamente, senza autorizzazione, per fini che non sono vietati
ai singoli dalla legge penale. Sono ovviamente escluse ed esplicitamente proibite le associazioni segrete e quelle
che perseguono, anche indirettamente, scopi politici mediante organizzazioni di carattere militare. Ma ancor
prima, tra i principi fondamentali la Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo come
singolo e nelle formazioni sociali (art.2 Cost.) e si impegna a rimuovere gli ostacoli economici e sociali che
limitando, di fatto, la libertà e l’eguaglianza dei cittadini impediscono il pieno sviluppo della persona umana e
l’effettiva partecipazione all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese (art.3 Cost.). La
“sussidiarietà” viene enunciata nell’art.118, quarto comma: “Stato, Regioni, Città metropolitane, Province e
Comuni favoriscono l’autonoma iniziativa dei cittadini, singoli e associati, per lo svolgimento di attività di
interesse generale, sulla base del principio di sussidiarietà”.
La disciplina del cd. “Terzo Settore”, all’interno del nostro ordinamento prima della riforma, si è
caratterizzata per un processo di sedimentazione normativa estremamente frammentato e disorganico di
legislazione speciale che ha individuato, di volta in volta, nuove figure soggettive sovrapposte alle poche e non
più sufficienti disciplinate dal codice civile (associazioni, fondazioni e comitati) e che ora richiamo: le
organizzazioni non governative (L. 49/1987), le fondazioni bancarie (L. 218/1990), le organizzazioni di
volontariato (L. 266/91), le cooperative sociali (L. 381/91), le associazioni sportive dilettantistiche (L.
398/1991), le fondazioni musicali (Dlgs 367/1996), le Onlus (Dlgs 460/1997), le associazioni di promozione
sociale (L. 383/2000), le imprese sociali (Dlgs 155/2006), fino ad arrivare alla più recente figura delle start up
innovative a vocazione sociale (L. 221/2012).
Con la Legge 106/2016 il Governo è stato delegato ad adottare uno o più decreti legislativi in materia di
riforma del Terzo settore, definito dal Legislatore come “il complesso degli enti privati costituiti per il
perseguimento, senza scopo di lucro, di finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale e che, in attuazione del
principio di sussidiarietà e in coerenza con i rispettivi statuti o atti costitutivi, promuovono e realizzano attività
di interesse generale mediante forme di azione volontaria e gratuita o di mutualità o di produzione e scambio di
beni e servizi”(art.1, comma 1). Mi sento di affermare che una Riforma annunciata spesso nel corso di più di
venti anni, a partire dai lavori della Commissione Rescigno (1998), proseguiti dalla Commissione Vietti (2005) e
dalla Commissione Pinza (2006) viene finalmente tradotta in norme!
Il tempo a disposizione non consente una analisi dettagliata dei contenuti della Legge Delega, ma posso
indicarne alcuni di particolare rilevanza;
✓ la semplificazione ed armonizzazione di una legislazione fortemente disorganica e frammentata;
✓ la riorganizzazione del sistema di registrazione degli enti e di tutti gli atti di gestione rilevanti, secondo
criteri di semplificazione e attraverso la previsione di un registro unico del Terzo settore, anche al fine di
favorirne la piena conoscibilità in tutto il territorio nazionale;
✓ la definizione di ente non commerciale ai fini fiscali, connessa alle finalità di interesse generale
perseguite dall’ente e introduzione di un regime di tassazione agevolativo che tenga conto delle finalità
solidaristiche e di utilità sociale dell’ente, del divieto di ripartizione degli utili e dell’impatto sociale delle
attività svolte ;
✓ la razionalizzazione e semplificazione del regime di deducibilità dal reddito o detraibilità dall’imposta
delle persone fisiche e giuridiche delle erogazioni liberali, in denaro e in natura, disposte in favore degli
enti del Terzo Settore, “al fine di promuovere i comportamenti donativi delle persone e degli enti”
✓ la semplificazione e revisione del procedimento per il riconoscimento della personalità giuridica;
✓ la definizione delle informazioni obbligatorie da inserire negli statuti e negli atti costitutivi;
✓ la previsione di obblighi di trasparenza e informazione;
Il Codice del Terzo Settore (CTS) emanato con il Decreto Legislativo 3 luglio 2017 n.117, ha provveduto
al riordino e alla revisione complessiva della disciplina vigente in materia sia civilistica che fiscale, definendo
per la prima volta il perimetro del Terzo Settore e in maniera omogenea, organica ed esclusiva gli enti che ne
fanno parte. Il CTS è un “corpus iuris” di 104 articoli suddivisi in 12 Titoli. Mi limiterò a qualche parziale
riflessione, certo che i successivi interventi degli altri relatori colmeranno le mie lacune.
L’art. 4 del Codice indica tassativamente i soggetti aventi diritto a definirsi “Ente del Terzo Settore
(ETS)” e soltanto se iscritti nel Registro Unico Nazionale(RUNTS): a)le organizzazioni di volontariato (ODV
artt. 32 e ss.); b)le associazioni di promozione sociale (APS artt. 35 e ss.); c)gli enti filantropici (artt. 37 e
ss.);d)le imprese sociali, incluse le cooperative sociali (art. 40); d)le reti associative (artt. 41 e ss.); e)le società
di mutuo soccorso (SOMS artt. 42 e ss.); f)le associazioni riconosciute o non riconosciute, le fondazioni e gli
altri enti di carattere privato diversi dalle società costituiti per il perseguimento, senza scopo di lucro, di finalità
civiche, solidaristiche e di utilità sociale mediante lo svolgimento, in via esclusiva o principale, di una o più
attività di interesse generale di cui all’art. 5, in forma di azione volontaria o di erogazione gratuita di denaro, beni
o servizi, o di mutualità o di produzione o scambio di beni o servizi. Condizione essenziale per l’iscrizione nel
RUNTS e per acquisire la qualifica di ETS è che le associazioni richiedenti svolgano, in via esclusiva o
principale una o più attività di interesse generale, scelte tra quelle elencate nell’art.5 del CTS, per il
perseguimento senza scopo di lucro di finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale. Alcune tra le novità
introdotte per gli ETS:
● la previsione, una volta reso operativo il RUNTS, di un procedimento semplificato per il riconoscimento
della personalità giuridica degli ETS in deroga al d.p.r. 361/2000 (art. 22);
● la revisione, il riordino e un impiego maggiormente sinergico delle risorse finanziarie previste dalla
precedente normativa in favore di alcune tipologie di enti e di quelle dei nuovi strumenti finanziari
istituiti dal Codice;

● il coinvolgimento attivo degli enti del Terzo Settore, attraverso forme di co-programmazione e co-
progettazione e accreditamento, poste in essere nel rispetto dei principi della legge 7 agosto 1990, n. 241,

nonché delle norme che disciplinano specifici procedimenti ed in particolare di quelle relative alla
programmazione sociale di zona (art. 55);
● la possibilità per le amministrazioni pubbliche di sottoscrivere con le organizzazioni di volontariato e le
associazioni di promozione sociale, iscritte da almeno sei mesi nel Registro unico nazionale del Terzo
settore, convenzioni finalizzate allo svolgimento in favore di terzi di attività o servizi sociali di interesse
generale, se più favorevoli rispetto al ricorso al mercato, con il rimborso delle spese effettivamente
sostenute e documentate (art. 56);
● la revisione della normativa fiscale applicabile a ciascuna tipologia di ente (Titolo X artt.79/89);
● la possibilità di destinare la quota del 5 per mille della propria IRPEF a sostegno degli enti del Terzo
settore, iscritti nel Registro unico nazionale del Terzo settore (RUNTS) a decorrere dall’anno successivo
a quello in cui il RUNTS diventa operativo.
In attuazione del CTS sono stati emanati i seguenti Decreti Ministeriali:
● Decreto ministeriale 4 luglio 2019 “Adozione delle Linee guida per la redazione del bilancio sociale
degli Enti del Terzo Settore” (G.U. Serie Generale n.186 del 09.08.2019)
● Decreto ministeriale 23 luglio 2019 “Linee guida per la realizzazione di sistemi di valutazione
dell’impatto sociale delle attività svolte dagli Enti del Terzo Settore (G.U. Serie Generale n.214 del
12.09.2019)
● Decreto ministeriale del 28 novembre 2019, Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali di concerto con
il Ministero dell’Economia e delle Finanze ( G.U. n. 24 del 30.01.2020)
● Decreto ministeriale 5 marzo 2020 “Adozione della modulistica di bilancio degli Enti del Terzo Settore”
(G.U. Serie Generale n.102 del 18.04.2020)
● Decreto ministeriale 15 settembre 2020 “Definizione delle procedure di iscrizione degli enti, delle
modalità di deposito degli atti, delle regole per la predisposizione, la tenuta, la conservazione del
Registro Unico Nazionale del Terzo Settore”(GU Serie Generale n.261 del 21-10-2020).
La Riforma del Terzo Settore è, dunque, realtà! Da ora in poi le associazioni non profit che vorranno
continuare a perseguire senza scopo di lucro finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale dovranno definire la
propria “identità” scegliendo, in base alle norme statutarie, la categoria di ETS e la sezione del Registro Unico in
cui chiedere l’iscrizione.
L’Associazione Internazionale dei Lions Club celebrerà, il 7 giugno del 2021 i suoi 104 anni dalla
fondazione a Chicago, ad opera e per merito di Melvin Jones. In oltre un secolo di vita siamo diventati la più
grande Associazione di servizio a livello mondiale, con oltre 1.400.000 soci in tutto il mondo, dei quali circa
35000 in Italia, operanti attraverso 1300 Club distribuiti su tutto il territorio nazionale e di questi 130
organizzati nel Distretto 108L. La visione, la missione, gli scopi ed il codice etico ci inseriscono a pieno titolo tra
le associazioni di persone liberamente costituitesi per il conseguimento di “finalità di carattere sociale, civile,
culturale e di ricerca etica e spirituale”. Mi sento di affermare, senza tema di smentite, che il lionismo ispira da
sempre il suo agire ai principi di solidarietà verso i terzi e di mutualità verso i Club e gli associati, nel rispetto di
un precetto fondamentale per ogni Lion di “essere solidale con il prossimo mediante l’aiuto ai deboli, i soccorsi
ai bisognosi, la solidarietà ai sofferenti”
Le dimensioni internazionali della nostra Associazione, il fatto che i principi e gli scopi che ci uniscono
sono uguali in ogni angolo del mondo dove c’è un Club Lion, la circostanza che gli originari modelli costitutivi
statutari e regolamentari si sono ispirati anche in Italia ai “modelli americani” provenienti dalla nostra sede
centrale, hanno nel tempo “offuscato” il quadro normativo, civilistico e fiscale, nel quale necessariamente vanno
inseriti la costituzione ed il “modus operandi” dei Club Lions sul nostro territorio nazionale.
Esser “parte” di una organizzazione internazionale, con uno Statuto tipo al quale i Club fanno
riferimento, non legittima gli stessi ad ignorare o ad agire considerando una “variabile indifferente” la
legislazione civilistica e fiscale vigente nel nostro Paese. Proprio perché siamo Lions non possiamo restare chiusi
nell’anacronistica “turris eburnea” della specificità al di fuori delle norme. Potremmo iniziare ad “allenarci al
futuro prossimo” correggendo, laddove esistono, “devianze” dai principi di: uguaglianza di tutti i soci nei diritti e
nei doveri associativi; separazione netta (e con evidenza contabile) delle voci di “gestione” da quelle concernenti
la “solidarietà e/o mutualità”. Il tutto, ovviamente, in un contesto armonico di precetti associativi (Statuti e
Regolamenti) che coinvolgano “in primis” il Multidistretto e, a cascata, il Distretto ed i Club. Il Lions Club
Roma Augustus, di cui sono socio, ha già apportato le modifiche Statutarie e Regolamentari, necessarie per poter
chiedere l’iscrizione al RUNTS nella sezione ETS “Associazione di Promozione Sociale”. Il nome resta
ovviamente “Lions Club Roma Augustus” . Utilissimo il supporto tecnico del Notaio Barbara Franceschini (che
avrò il piacere di ascoltare con voi oggi) per la registrazione degli atti avvenuta il 22 dicembre 2020. Spero che
altri e numerosi Club del nostro Distretto seguano questa…buona strada.
Concludo con le parole di un grande lion italiano Giuseppe TARANTO, che ho avuto la fortuna di
conoscere e di ascoltare molte volte: “Il Lionismo non è una religione che impone regole o principi confessionali
ma non è neppure una sinecura da utilizzare per il tempo libero; da esso sono banditi sia la pavida obbedienza
quanto l’indifferenza che ugualmente non danno alcun valido apporto di pensiero e di idee”.

Grazie.

Guido Stabile

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